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Scoperti scheletri umani nel sito di Calicantone maggio 29th, 2014 | di Annalisa La Barbera Cronaca 0
Scheletri umani, di adulti e bambini, vasetti, accette litiche, coltelli, talismani e fuseruole. Questo e molto altro è quanto rinvenuto da una scoperta archeologica nel sito di Calicantone a Cava Ispica, Modica. Il sito è preistorico , risalente all’ età del bronzo. In seguito ai recenti lavori sulle novantuno sepolture a grotticella artificiale, rinvenute nella cava l anno scorso,il gruppo di archeologi della Università di Catania, guidati dal professore Pietro Militello , aveva il compito di scovare l’ipotetico abitato nell’area circostante. Ma la scoperta è singolare e va oltre le loro aspettative iniziali. Una capanna comunitaria di oltre undici metri di lunghezza e molti scheletri umani tra cui bambini. «La scoperta va giudicata interessante- spiega Annamaria Sammito, direttrice del parco archeologico Cava Ispica- perché saremo nelle condizioni di indagare sui modelli di vita dell’età del bronzo, dove esistevano villaggi grandi e quindi grandi comunità. C’è tutto un mondo da decifrare e da scoprire». Gli scheletri ritrovati si presentano in posizione non fetale pertanto si suppone siano deceduti per morte violenta. Le pietre appuntite trovate vicino i crani spaccati lascia pensare ad una massacro della comunità. Tra i reperti molti vasetti e talismani, possibili oggetti utilizzati durante lo svolgimento di un rituale per la fertilità, non gradito probabilmente dalle comunità rivali e autrici della strage. Collanine di perla accanto ai corpi delle donne. Tuttavia sono tante le ipotesi avanzate sulla natura e funzione di questa struttura. « Non sappiamo se si tratta di comunità di immigrati nel sito castelluciano o di una area artigianale, vista la grande quantità di contenitori scoperti» afferma il professore Militello. Il terreno degli scavi, appartenente ad un privato, è stato oggi coperto definitivamente. I successivi lavori saranno a carico dei restauratori che si occuperanno di ricomporre gli utensili, sarà effettuata la prova del radio carbonio 14 sia sugli scheletri che sui reperti ed inoltre verranno analizzati dei semi trovati all interno di alcuni vasetti tramite analisi paleobotaniche. Il lavoro infatti non si conclude con lo scavo. Occorre studiare i materiali e compararli con quelli dell’età del bronzo siciliano e soprattutto di Malta. Sono stati infatti scoperti reperti in ceramica maltese, attestanti i rapporti commerciali e culturali della comunità con quella di Malta, scoperta considerata di grande prestigio.« Il merito è del lavoro di gruppo e ne siamo orgogliosi- afferma una componente del gruppo di archeologi, Serena D’amico- abbiamo fatto un buon lavoro di squadra ottenendo un ottimo risultato. Siamo andati oltre le nostre aspettative,lo scavo è stato molto istruttivo ed educativo anche perchè la stratigrafia era molto complessa, e quindi studiarlo è stato difficile, ma siamo soddisfatti». Chiave di Volta per la buona riuscita del progetto risulta essere la sinergia tra le forze in campo. Il sindaco di Modica,Ignazio Abbate, ha sottolineato di voler sostenere ancora la campagna di scavi, giunta solo al 20% di quanto sarà possibile scoprire « sarà utile continuare nelle indagini perché questo ci svelerà le nostre identità oltre che il nostro passato- dichiara- Sono certo che il lavoro in sinergia con la soprintendenza di Ragusa non potrà che fornire risultati interessanti». Rimarca la sua soddisfazione per la stretta collaborazione con il Comune la soprintendente di Ragusa, Rosalba Panvini , ritenendo che proprio il sostenere insieme questo aspetto della ricerca archeologica ha permesso che la stessa andasse avanti. Scoperte importanti come questa fanno comprendere quanto di bello la nostra terra possa ancora regalarci. Il cittadino è il primo archeologo, impariamo ad incuriosirci dell’ambiente che ci circonda, la pietra che si calpesta potrebbe in realtà nascondere un antica città.
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